Se fai le pulizie con la candeggina rischi di chiudere l’impresa! Ecco perché…

Non dirmi che anche tu usi abitualmente la candeggina per fare le pulizie, magari sostituendola addirittura ai detergenti professionali… beh, caro amico che mi stai leggendo… non vorrei essere nei tuoi panni, perché sei proprio spacciato!

Devo chiederti scusa per l’introduzione… era un po’ esagerata ma ci tenevo che leggessi questo articolo perché, anche se non sei “spacciato”, corri comunque dei rischi non indifferenti e per questo oggi ho deciso di venire in tuo soccorso come un buon samaritano che aiuta il prossimo.

In effetti, se ci pensi, io non ho un interesse personale a convincerti di non usare la candeggina… alla fine se mi compri quella o un’altra cosa, io ci ho comunque guadagnato, visto che il mio lavoro è “venderti i prodotti”, ma se un po’ mi conosci e hai capito la nostra filosofia di lavoro, sarai consapevole del fatto che non mi sentirei a posto con la coscienza se non provassi almeno a farti capire la differenza.


Innanzitutto devi sapere che c’è un’abissale differenza tra un prodotto chimico “detergente” e uno che non lo è, come per esempio la candeggina.

Il detergente si compone di una parte fondamentale chiamata “tensioattivi”: convenzionalmente una molecola di tensioattivo viene schematizzata da una “testa” idrofila a cui è legata una “coda” idrofoba (come nel disegno).

Per fartela breve e senza entrare troppo nel tecnico (o in questo caso nel chimico), sappi che la coda del tensioattivo è quella che si “attacca” alle molecole di “sporco”, mentre la testa crea un legame con l’acqua. Quando effettui la tua operazione di pulizia, l’acqua “afferra” le teste dei tensioattivi e le “porta con se”, strappando lo sporco dalle superfici e mantenendolo attaccato alle code dei tensioattivi. In questo modo si effettua la pulizia. (Ai fini delle attività di pulizia, si considera “sporco” tutto quello che non è pulito, contamina le superfici, gli oggetti, l’ambiente ed è da rimuovere.)


 

Possiamo quindi dichiarare con assoluta sicurezza che: l’azione chimica che “fa la differenza” in un’operazione di pulizia è quella svolta dai tensioattivi ed è sempre preferibile utilizzare un detergente che ne sia provvisto, piuttosto che uno che non ne abbia.

Tornando alla candeggina… riporto qui di seguito un estratto della ricerca svolta dalla Dott.sa Elisa Moretti (chimica), che dice:

La candeggina è una soluzione di color giallo paglierino dal tipico odore acre e penetrante, il cui componente principale è il sale di sodio dell’acido ipocloroso, un composto chimico più comunemente noto come ipoclorito di sodio (NaOCI). Per via della presenza al suo interno di cloro gassoso dissolto in idrossido di sodio, l’ipoclorito di sodio è un potente ossidante basico molto reattivo. Per questo motivo non si trova puro in commercio, bensì in soluzioni acquose e in percentuali mai superiori al 25%. La percentuale di ipoclorito di sodio nella candeggina è di circa il 5%; al suo interno, oltre ad esso, ci sono altre sostanze stabilizzanti come il carbonato di sodio o il solfato di sodio.

È esattamente il potere ossidante dell’ipoclorito di sodio a rendere la candeggina ideale come sbiancante nel campo della lavanderia per l’eliminazione delle macchie dai tessuti. Da questo punto di vista possiamo dire che la candeggina svolge egregiamente la sua funzione, grazie alla capacità di eliminare anche a basse temperature certi tipi di macchie difficili.
Oltre all’azione sbiancante, la candeggina è largamente impiegata nelle pulizie a fondo soprattutto per la sua azione di rimozione dei batteri, grazie al cloro in essa presente. Però, se si vuole ottenere un’azione veramente efficace occorre prestare molta attenzione alla diluizione ed alla concentrazione d’ipoclorito all’interno della candeggina al momento dell’impiego e ai tempi di contatto, o si corre il rischio di vanificare l’efficacia della sua azione.

Inoltre bisogna tenere presente che la candeggina non ha alcun potere detergente. Un detergente per essere considerato tale deve contenere dei tensioattivi, unici elementi in grado di asportare lo sporco.

Senza tale componente qualsiasi prodotto non è in grado di effettuare nessun tipo di pulizia. Eppure le superfici trattate con candeggina risultano bianche perchè la candeggina è un’ossidante e sbiancante ottico dando così l’illusione di pulito.

Se si deve pulire qualcosa di molto sporco è consigliato usare prima un detergente specifico e poi passare alla candeggina.

 

Da questo possiamo appurare che, se le pulizie vengono effettuate con la candeggina AL POSTO di utilizzare un DETERGENTE (quindi un prodotto chimico provvisto di tensioattivi), le superfici resteranno fondamentalmente sporche.

Correggimi se sbaglio… tu lavori in… un’impresa di pulizie, giusto? Quindi quale si presume che sia il lavoro e la funzione di un’impresa di pulizie? Pulire, naturalmente, certo!

Ma allora se usi la candeggina e quindi abbiamo appena appurato che in realtà non pulisce come un detergente, che effetti pensi che possa avere questo sulla tua impresa (o l’impresa dove lavori)?


Come dici? I detergenti professionali e la candeggina hanno due prezzi diversi?

Beh si, è vero. Hai ragione… ma allora se per te è più importante “risparmiare” (se questo lo chiami risparmio) perché non usi solo l’acqua? Quella almeno è gratis! (e il risultato sarà praticamente lo stesso)


 

Non fraintendere il mio modo di esprimermi (talvolta un po’ brusco e diretto, lo ammetto), la mia intenzione è solo quella di renderti consapevole di quale sia la realtà dei fatti che come hai potuto verificare non è frutto di una mia opinione personale ma di una ricerca scientifica svolta da personale preparato e professionale.

Buon lavoro!

 

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